| È sulla Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile il decreto del 15 marzo sulla “Definizione e qualificazione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili e definizione della modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni e delle province autonome”, meglio conosciuto come Burden sharing.
Grazie al Burden sharing, entrato in vigore dallo scorso 3 aprile, ad ogni Regione e Provincia autonoma viene assegnata una quota minima di incremento dell'energia (elettrica, termica e trasporti) prodotta con fonti rinnovabili, per raggiungere l'obiettivo nazionale del 17% del consumo interno lordo entro il 2020.
Le percentuali sono fissate considerando i potenziali regionali,l’attuale livello di produzione delle energie rinnovabili e l’introduzione di obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018.
Ai sensi del decreto, il consumo finale lordo di energia di una Regione o Provincia autonoma è dato dalla somma dei seguenti tre termini:
a) consumi elettrici, compresi i consumi degli ausiliari di centrale, le perdite di rete e i consumi elettrici per trasporto;
b) consumi di energia per riscaldamento e raffreddamento in tutti i settori, con esclusione del contributo dell'energia elettrica per usi termici;
c) consumi per tutte le forme di trasporto, ad eccezione del trasporto elettrico e della navigazione internazionale.
Per raggiungere gli obiettivi, le regioni avranno la facoltà di modificare gli strumenti per il governo del territorio e per il sostegno all’innovazione tramite disposizioni specifiche a favore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.
Il decreto prevede inoltre un sistema di monitoraggio e di verifica del raggiungimento degli obiettivi, coordinato dal Ministero dello sviluppo economico, e definisce le modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte delle Regioni e delle Provincie autonome.
A questo punto, sarà compito delle Regioni sviluppare politiche di contenimento dei rispettivi consumi finali lordi e promuovere iniziative di ulteriore incremento delle fonti rinnovabili, intervenendo in primis sui propri piani energetici regionali e sulle Linee guida per l'autorizzazione degli impianti.
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